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1991: L'Aviazione Italiana nella Guerra del Golfo



Tornado
A 46 anni dalla fine della seconda guerra mondiale, l'Aeronautica Militare Italiana, si trovò per la prima volta impegnata in azioni belliche nel corso di quella che viene ricordata come Guerra del Golfo.
E' il 25 settembre del 1991 quando otto Tornado appartenenti al 6mo 36mo e 50mo stormo, al comando del colonnello Marco Redditi, si trasferiscono presso la base militare di Al Dhafra negli Emirati Arabi Uniti. Il lungo trasferimento viene effettuato con l'ausilio di una aerocisterna VC-10K della RAF per il rifornimento in volo.
In seguito ai primi 8 Tornado se ne aggiunsero altri 2. Nella notte tra il 17 ed il 18 gennaio 1991, l'Aviazione Italiana, proprio nel corso della prima missione perde il primo (e ultimo) Tornado. E' una missione particolarmente sfortunata. Degli otto velivoli partecipanti soltanto uno riesce ad effettuare il rifornimento in volo a causa di condizioni meteo particolarmente sfavorevoli. Quell'unico Tornado, con a bordo il pilota maggiore Bellini ed il navigatore capitano Cocciolone decide comunque di attaccare l'obiettivo, ma dopo avere effettuato la missione, nella manovra di rientro, viene colpito e abbattuto dalla contraerea irachena.
I piloti italiani riescono a lanciarsi ma vengono catturati e dopo la fine delle ostilità verranno liberati.
Dopo questa prima sfortunata missione l'A.M.I. effettuerà decine di missioni senza problemi e con grande efficenza. Le missioni dei Tornado italiani durano molte ore e richiedono, a causa della lontananza della base di Al Dhafra dal teatro delle operazioni, ben tre rifornimenti in volo, due con altri Tornado e uno con aerocisterne KC135 dell'Aviazione americana. I Tornado portavano con se cinque bombe da 1000 libbre ed erano inoltre armati con due missili AIM 9L Sidewinder aria-aria.
Il supporto logistico alla missione italiana venne assicurato dagli Hercules e dai G222 della 46ma Brigata Aerea, i quali consentirono ai Tornado di operare senza alcun problema di approvvigionamento di pezzi di ricambio e materiali vari.
E' ormai assodato che ai Tornado italiani e britannici, grazie alle loro caratteristiche, furono affidate le missioni più critiche e difficili, missioni che i Tornado riuscirono a compiere con molta efficacia. Mentre i Tornado italiani colpivano i loro obiettivi sul Kuwait, in Turchia altri velivoli italiani, gli F-104G del terzo stormo, dalla base turca di Erhac operavano in intense e difficili missioni di ricognizione.
Il 28 febbraio 1991, l'Iraq accetta le risoluzioni dell'Onu. La guerra finisce con la vittoria della coalizione internazionale.
Il bilancio della partecipazione italiana non può che definirsi positivo.
L'Aeronautica Militare Italiana ha dimostrato di non essere seconda a nessuno in quanto a preparazione dei piloti ed efficienza operativa e organizzativa.

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Photo Credit Aeronautica Militare Italiana




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